L’iperammortamento torna protagonista dal 2026 al 2028 con un’impostazione aggiornata: non solo Industria 4.0, ma anche transizione energetica. Un’opportunità concreta per imprese edili, impiantisti e aziende del settore costruzioni che vogliono investire in macchinari, digitalizzazione e fotovoltaico.
Vediamo insieme, in modo semplice, come funziona e come sfruttarlo al meglio.
Cos’è l’iperammortamento e perché è così vantaggioso?
L’iperammortamento è un incentivo fiscale che permette di aumentare il valore dei beni acquistati ai fini dell’ammortamento.
Tradotto:
quando compri un macchinario o un impianto, puoi scaricare più costi rispetto a quanto hai realmente speso, riducendo così le tasse.
👉 Esempio semplice:
Investimento: 1.000.000 €
Con iperammortamento +180% → valore fiscale: 2.800.000 €
Risparmio fiscale molto più alto
👉 Risultato:
il costo reale dell’investimento si abbassa anche del 40% circa.
Chi può utilizzare l’iperammortamento?
Possono accedere tutte le imprese con reddito d’impresa, indipendentemente da settore o forma giuridica.
✔ Requisiti principali:
- impresa attiva e non in liquidazione
- regolarità contributiva (DURC)
- rispetto norme sicurezza sul lavoro
❌ Esclusi:
- aziende in fallimento o procedure concorsuali
- imprese con sanzioni interdittive
👉 Attenzione: chi è in perdita fiscale non perde il beneficio, ma lo utilizza negli anni successivi.
Quali investimenti sono agevolati?
L’iperammortamento 2026 amplia molto le possibilità. Gli investimenti validi sono quelli effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
1. Beni strumentali 4.0 (edilizia inclusa)
- macchine movimento terra evolute
- macchine utensili CNC
- impianti automatizzati
- robot e sistemi di movimentazione
- magazzini automatici
👉 Devono essere:
- nuovi
- interconnessi (cioè collegati ai sistemi aziendali)
2. Software e digitalizzazione
- software di progettazione (CAD, BIM)
- sistemi MES e gestione produzione
- soluzioni IoT per cantieri e impianti
- piattaforme cloud e gestione dati
3. Energia rinnovabile e fotovoltaico
Grande novità:
l’iperammortamento copre anche impianti di autoproduzione energetica.
✔ inclusi:
- impianti fotovoltaici
- sistemi di accumulo (batterie)
- sistemi di gestione energia
✔ condizioni:
- energia destinata all’autoconsumo
- moduli ad alta efficienza certificati
- impianti collegati alla sede produttiva
👉 Questo è molto interessante per imprese edili con capannoni, officine o stabilimenti.
Quanto si risparmia davvero? (aliquote aggiornate)
Le percentuali variano in base all’investimento:
| Importo investimento | Maggiorazione | Risparmio fiscale |
|---|---|---|
| fino a 2,5 milioni | 180% | ~43,2% |
| fino a 10 milioni | 100% | ~24% |
| fino a 20 milioni | 50% | ~12% |
👉 Più investi su fasce basse, più alto è il beneficio.
Come si ottiene concretamente l’iperammortamento?
Non è automatico: serve una procedura precisa.
Step principali:
- Comunicazione preventiva al GSE
descrivi investimento e tempistiche - Conferma investimento
ordine + pagamento minimo 20% - Completamento
bene installato e interconnesso - Monitoraggio annuale
comunicazioni su utilizzo incentivo
👉 Le comunicazioni si fanno online tramite il portale GSE.
Serve una perizia tecnica?
Sì, sempre.
Devi avere:
- perizia asseverata (ingegnere/perito)
- certificazione contabile dei costi
Cosa succede se vendo il bene?
Se vendi il bene o lo sposti all’estero:
❌ perdi l’agevolazione residua
✔ eccezione:
se lo sostituisci con uno uguale o migliore nello stesso anno.
L’iperammortamento si può cumulare con altri incentivi?
Sì, ma con attenzione.
✔ puoi abbinarlo con:
- altri contributi nazionali o europei
- bandi regionali
- finanza agevolata
❗ limite:
non puoi superare il costo totale del bene.
Conviene davvero per le imprese edili?
Sì, soprattutto in tre casi:
1. Innovazione del parco macchine
Escavatori, macchine da cantiere evolute, sistemi automatizzati.
2. Digitalizzazione
Gestione cantieri, BIM, monitoraggio lavori.
3. Risparmio energetico
Fotovoltaico + accumulo → riduzione bollette + incentivo fiscale.
👉 In molti casi, il ritorno dell’investimento è molto rapido (3-5 anni).
Quali sono gli errori più comuni da evitare?
- non interconnettere i macchinari
- dimenticare la perizia tecnica
- non rispettare tempi e comunicazioni
- documentazione incompleta
👉 In fase di controllo (Agenzia Entrate o GSE) devi dimostrare tutto.
Conclusione: perché attivarsi subito?
L’iperammortamento 2026-2028 è una leva concreta per:
- modernizzare l’impresa
- ridurre i costi fiscali
- investire in energia e sostenibilità
Per aziende edili e impiantistiche è un’occasione strategica:
chi investe oggi può ottenere risparmi importanti e maggiore competitività domani.
Capire la normativa è solo il primo passo: applicarla correttamente è ciò che fa davvero la differenza. Tra perizie tecniche, pratiche GSE, interconnessione e gestione documentale, l’iperammortamento richiede attenzione e competenze specifiche.
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- verifichiamo che gli investimenti siano compatibili con i requisiti 4.0 e con l’incentivo
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✅ Dalla scelta del bene fino all’ottenimento del beneficio fiscale, hai un unico riferimento.
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