Attrezzature heavy duty
I dispositivi di protezione individuale di uso quotidiano in edilizia: caschi EN 397 ed EN 12492, anche MIPS e in kit con cuffie e visiera, cuffie antirumore anche con radio e Bluetooth, tappi auricolari, guanti da lavoro per presa, precisione e antivibrazione, occhiali, mascherine FFP3 e semimaschere, maschere per sabbiatura e saldatura con i ricambi, ginocchiere e rilevatore multigas per gli spazi confinati. Per scegliere in base al rischio, leggi la guida in fondo alla pagina.














Il DPI si sceglie sul rischio specifico della lavorazione, non su quello che costa meno o su quello che c'è in furgone. Su ogni scheda trovi la norma EN dichiarata. Ecco i criteri per le famiglie di questa categoria.
Il classico elmetto da cantiere EN 397 protegge dalla caduta di oggetti, ma se ti pieghi o cadi può scivolare via. I caschi con doppia certificazione EN 397 ed EN 12492 hanno il sottogola e restano in testa: sono quelli da usare su ponteggio, tetto e dove il rischio è di cadere, non solo di prendere un colpo dall'alto. Le versioni MIPS aggiungono uno strato interno che riduce le forze rotazionali negli impatti obliqui. Per motosega e decespugliatore c'è il kit forestale con cuffie e visiera.
Il dato da guardare è l'SNR, che indica di quanti decibel il dispositivo attenua: in catalogo va da 27 a 33 dB. Poi si sceglie il formato:
Attenzione a non sovraproteggere: se non senti più i colleghi e i mezzi che manovrano, hai risolto un rischio creandone un altro.
Non esiste il guanto universale. Il codice EN 388 sul guanto riporta i livelli di resistenza ad abrasione, taglio, strappo e perforazione: confrontali tra i modelli. Per montaggio e precisione serve un guanto sottile con buona presa, per la movimentazione resistenza all'abrasione. Per chi usa martelli demolitori e utensili percussivi per ore ci sono i guanti antivibrazione EN ISO 10819. I guanti in nitrile servono anche per i lavori a contatto con sostanze e con l'amianto.
Gli occhiali a visiera EN 166 proteggono da schegge e schizzi. Per la saldatura ad arco c'è la maschera a casco EN 175, con vetri di ricambio in gradazione DIN 6, 10 e 11 da scegliere in base al processo e alla corrente.
Per le polveri la mascherina FFP3 EN 149 con valvola è la protezione filtrante più alta tra le monouso. La semimaschera e la maschera a pieno facciale lavorano con filtri da scegliere a parte. Per la sabbiatura serve una maschera con respiratore alimentato ad aria, come la Spasciani ACS952, non una mascherina: abrasivo e materiale rimosso restano in aria in concentrazioni che una mascherina non ferma. Lenti e vetrini di ricambio sono consumabili, tienine sempre uno in più. Per le bonifiche ci sono i DPI per amianto dedicati.
Per pozzetti, vasche, cisterne e ogni spazio confinato il rilevatore multigas, per CH4, CO, H2S e O2, è lo strumento che ti dice se puoi entrare. Va acceso fuori, calato prima e portato addosso.
Quelli indicati dalla valutazione dei rischi per ogni lavorazione. Nella maggior parte dei cantieri la base comprende casco, scarpe antinfortunistiche, guanti e, a seconda del lavoro, protezione di udito, occhi e vie respiratorie. Per il lavoro in quota servono anche i dispositivi anticaduta.
È il valore medio di attenuazione del rumore in decibel. Più è alto, più il dispositivo attenua: va scelto in base al livello di esposizione reale.
Sì: lenti e vetrini per le maschere da sabbiatura e vetri per la maschera da saldatore. I moschettoni di ricambio sono tra i dispositivi anticaduta.
I DPI hanno una scadenza e vanno sostituiti dopo un impatto anche se sembrano integri. Un casco che ha preso un colpo ha già fatto il suo lavoro una volta.
Prezzi esposti, imponibile visibile per le aziende, spedizione in tutta Italia. Se ci dici quali lavorazioni fa la tua squadra, ti aiutiamo a comporre la dotazione. Torna a DPI e abbigliamento per le altre sottocategorie.