L’INAIL ha pubblicato l’edizione 2026 del quaderno tecnico dedicato ai parapetti provvisori e permanenti. Una guida pratica e visuale che recepisce le revisioni normative UNI pubblicate nel 2025, aggiornando regole di calcolo, montaggio e controlli in cantiere.
Il nuovo documento si intitola Parapetti, fa parte della collana istituzionale “Quaderni per immagini” ed è scaricabile gratuitamente dal catalogo pubblicazioni INAIL. La struttura è basata su schemi grafici chiari per ogni fase operativa: identificazione dei componenti, sequenza di montaggio, verifiche periodiche e smontaggio in sicurezza. Le didascalie sono disponibili in cinque lingue (italiano, inglese, francese, albanese e rumeno) per facilitare la comprensione da parte di tutte le maestranze in cantiere.
L’aspetto più rilevante per imprese, progettisti e coordinatori della sicurezza riguarda il quadro normativo: la guida recepisce la norma UNI EN 13374:2025 per i parapetti provvisori e la UNI 11996:2025 per i parapetti permanenti. Chi lavora ancora con i vecchi riferimenti del quaderno 2018 sta applicando parametri tecnici ormai superati dalle nuove norme.
Classi A, B e C: come la pendenza del tetto determina il parapetto
Uno degli errori più frequenti nella scelta del parapetto provvisorio è considerare le classi A, B e C come livelli di robustezza o prezzo commerciale. In realtà, la classe indica la massima pendenza della superficie di lavoro e la tipologia di sollecitazione che la barriera è progettata ad assorbire.
| Classe | Pendenza ammessa della superficie | Tipologia di carico e protezione |
|---|---|---|
| Classe A | Superfici piane o con inclinazione fino a 10° | Resiste solo a carichi statici: appoggio dell’operatore o contenimento durante il transito a bordo piano. |
| Classe B | Coperture con pendenza fino a 30°, oppure fino a 60° con altezza di caduta inferiore a 2 metri | Resiste a carichi statici e all’impatto dinamico di un lavoratore che scivola lungo la falda del tetto. |
| Classe C | Coperture inclinate tra 30° e 45°, oppure fino a 60° con altezza di caduta inferiore a 2 metri | Progettata per arrestare scivolamenti ad alta velocità ed elevata energia d’urto su superfici molto ripide. |
I requisiti dimensionali obbligatori durante le ispezioni
In caso di verifica da parte dell’organo di vigilanza (ASL o Ispettorato del Lavoro), la conformità del sistema di protezione collettiva si basa su quote dimensionali precise:
- Altezza del corrente principale: posizionato ad almeno 1,00 metro dal piano di calpestio.
- Tavola fermapiede: altezza minima di 15 cm, installata aderente al bordo del piano per impedire la caduta di attrezzi, minuteria e materiale verso il basso.
- Aperture intermedie: spazio libero verticale tra i correnti non superiore a 47 cm per i parapetti di Classe A. Per le Classi B e C è necessaria una protezione continua (rete o pannello grigliato).
- Idoneità del supporto: morsetti, basi e tasselli devono fare presa esclusiva su elementi portanti strutturalmente sani (travi in legno, cordoli in C.A., solette piene), evitando ancoraggi su murature forate o elementi di finitura cedevoli.
- Integrità della barriera: il parapetto non deve mai presentare varchi aperti o sezioni temporaneamente rimosse per il passaggio dei carichi senza misure alternative di sicurezza.
Guida alla scelta: quale parapetto montare su ogni tipo di bordo
La tipologia geometrica e strutturale del bordo decide il sistema di ancoraggio. Utilizzare il morsetto o la base corretta garantisce la stabilità del montante e riduce i tempi di installazione in quota.
| Supporto o situazione di cantiere | Modello consigliato |
|---|---|
| Solaio in fase di armatura, prima del getto | Parapetto per armatura solai 24AC con base verticale, oppure 24BC con base a L |
| Soletta piana in cemento armato già gettata | Parapetto a morsa per soletta piana 103, oppure modello 104 orientabile per solette inclinate |
| Bordo orizzontale con spessori fino a 80 cm | Parapetto per bordi orizzontali 105 |
| Cordolo verticale in calcestruzzo | Parapetto 114G regolabile fino a 30 cm, oppure 114F regolabile fino a 50 cm |
| Strutture e coperture in legno | Parapetto 112FR frontale, 112LS laterale o 112HZ a 90° |
| Tetti in tegole o coppi senza forature | Parapetto con piastra sottotegola 116 o con gancio sottotegola 118 |
| Tetti piani e inclinati con regolazione continua | Parapetto a mensola regolabile 115MP |
| Esigenza di piano di camminamento sul bordo | Parapetto pedonabile a mensola 115BC |
| Protezione perimetrale definitiva del fabbricato | Parapetto permanente in alluminio con basi di fissaggio dedicate e cancelletto di accesso |
Per la tavola fermapiede, l’impiego dei profili in alluminio estruso con giunti angolari e lineari garantisce una durata illimitata alle intemperie e velocizza l’aggancio rispetto alle tradizionali tavole in legno da cantiere, che tendono a imbarcarsi con l’umidità.
Parapetti provvisori, permanenti o linea vita: quale soluzione adottare?
La scelta del dispositivo anticaduta dipende dalla frequenza degli accessi e dalla destinazione d’uso della copertura:
- Parapetto provvisorio (UNI EN 13374:2025): ideale per cantieri di costruzione e ristrutturazioni a termine. Si monta e smonta rapidamente, garantendo la protezione collettiva senza vincolare permanentemente l’immobile.
- Parapetto permanente (UNI 11996:2025): la soluzione definitiva per edifici industriali e civili con impianti soggetti a manutenzione frequente (fotovoltaico, gruppi frigo, linee fumo). Trattandosi di protezione collettiva passiva, consente l’accesso in quota a qualsiasi tecnico senza necessità di DPI anticaduta specifici o corsi per lavori in fune.
- Linea vita per tetti (UNI EN 795 / UNI 11578): comporta un investimento iniziale contenuto, ma richiede che ogni operatore sia formato per i lavori in quota di 3° categoria e indossi imbracatura, cordino e assorbitore di energia.
Check-up dell’attrezzatura prima dell’inizio lavori
Prima di iniziare un nuovo montaggio, è fondamentale verificare lo stato di conservazione dei montanti presenti a magazzino:
- Controllare l’integrità delle saldature e l’assenza di deformazioni permanenti sui tubolari di supporto.
- Verificare la scorrevolezza e la tenuta delle viti di serraggio delle morse, sostituendo i galletti o le boccole usurate.
- Accertarsi che la classe del parapetto disponibile sia compatibile con la pendenza reale della falda da proteggere.
- Predisporre sempre tutti i componenti accessori: correnti intermedi, fermapiedi e spine di sicurezza.
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