Il Giorno, edizione di Mantova, ha dedicato un articolo ai Cannoni Conrad e alla loro seconda vita come «cannoni contro l’afa»: una tecnologia nata per il cantiere che, in questa estate di caldo record, è finita anche sui giornali. A raccontarla è il giornalista Tommaso Papa.
Da Mantova ai cannoni contro l’afa: com’è nata l’idea
Tutto parte da un’intuizione semplice, spiegata nell’articolo da Celine Finco, responsabile marketing di Macchedil, che insieme alla madre Monica Filippini conduce oggi l’azienda fondata dal padre Italo Finco. I cannoni nascono per un uso ben diverso da quello per cui sono diventati famosi: normalmente servono ad abbattere le polveri prodotte dalle demolizioni nei cantieri edili, un problema molto concreto per chi lavora vicino a una ruspa o a un impianto di frantumazione macerie.
Macchedil, azienda familiare mantovana fondata nel 1984, li produce da anni per questo scopo. L’idea di usarli anche contro il caldo è arrivata osservando la stessa acqua nebulizzata: se funziona per abbattere una polvere sottile, funziona altrettanto bene per raffrescare l’aria per evaporazione, senza bagnare chi ci sta sotto. Il management Macchedil l’ha messa a punto con il contributo di altre aziende del territorio mantovano, prima di portarla a Roma.
Come funziona un cannone anticaldo
Da un punto di vista tecnico il principio resta identico a quello dei cannoni da cantiere: il dispositivo si collega a una cisterna d’acqua standard, quindi non serve un allaccio idrico dedicato, e nebulizza acqua creando quella che nell’articolo viene descritta come una «pioggia leggera».
La gittata è regolabile da 10 a oltre 25 metri, il che permette di calibrare l’intervento a seconda dello spazio da coprire: un vicolo stretto del centro storico richiede un getto diverso rispetto a una piazza aperta o a un’area di attesa per un concerto.

Dai Fori Imperiali al Giubileo: dove sono stati usati a Roma
A Roma la Protezione Civile capitolina utilizza i cannoni Conrad dal 2024 nell’ambito del progetto «Sos Roma Soccorso», pensato proprio per gestire le ondate di calore in città. Durante il Giubileo l’amministrazione li ha posizionati in alcuni angoli strategici del centro storico, tra cui i Fori Imperiali e le zone vicine al Colosseo, offrendo un punto di sollievo a migliaia di persone in visita o in coda sotto il sole.
Lo stesso schema è poi stato riproposto ai grandi eventi con affluenza numerosa, dai concerti alle manifestazioni pubbliche — ne avevamo già parlato per il concerto di Ultimo a Tor Vergata — con il vantaggio di poter spostare i cannoni dove serve senza alcun lavoro di installazione.
Dalla nebulizzazione anticaldo alla divisione ambientale
Quello che colpisce, leggendo l’articolo del Giorno, è vedere un’azienda mantovana specializzata in attrezzature per l’edilizia raccontata per un uso completamente diverso da quello per cui è nata, a decine di chilometri da un cantiere. Per noi che i Cannoni Conrad li progettiamo e costruiamo qui a Mantova, resta comunque una tecnologia pensata per abbattere le polveri, non un prodotto studiato a tavolino per il caldo: forse è proprio per questo che ha funzionato così bene anche altrove.
Macchedil, del resto, non si è fermata all’anticaldo: ha creato una divisione ecologica dedicata proprio ai Cannoni Conrad, che oggi vengono impiegati anche in bonifiche, gestione rifiuti e impianti di riciclaggio, oltre che nei cantieri da cui tutto è partito quasi quarant’anni fa.
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