Chiarimenti sull’uso dei dpi di terza categoria

In questo articolo trovate chiarimenti e spiegazioni relative a tutti i dispositivi di protezione personali (DPI) da utilizzare in alta quota, comunemente identificati di 3a categoria.

Imbracatura per il corpokit imbracatura lavori alta quota

L’imbracatura per il corpo è un supporto che ha lo scopo di contribuire ad arrestare la caduta. L’imbracatura può comprendere cinghie, accessori, fibbie o altri elementi disposti e montati opportunamente per sostenere tutto il corpo di una persona e tenerla durante la caduta e dopo l’arresto della caduta.

Le cinghie primarie di un’imbracatura per il corpo sono quelle che sostengono il corpo o esercitano pressione su di esso durante la caduta e dopo l’arresto della caduta. Le altre cinghie sono quelle secondarie. Un corretto uso dell’imbracatura prevede che questa sia adattata al corpo dell’utilizzatore agendo sugli appositi mezzi di regolazione previsti dal fabbricante e illustrati nel manuale di istruzioni.

Una imbracatura è correttamente adattata al corpo quando le cinghie non si spostano e/o non si allentano da sole.

L’elemento o gli elementi di attacco del dispositivo anticaduta possono essere collocati in modo che, durante l’uso dell’imbracatura per il corpo, si trovino davanti al torace (attacco sternale), sopra il centro di gravità, o alle spalle o alla schiena dell’utilizzatore (attacco dorsale).

L’imbracatura  può essere incorporata in un indumento. Deve essere possibile effettuare l’esame visivo di tutta l’imbracatura per il corpo anche se questa è incorporata in un indumento.

L’uso di una eventuale prolunga dell’elemento di attacco dorsale, fissa o staccabile e utilizzabile esclusivamente con componenti e sistemi dichiarati compatibili è consentito per facilitare la connessione con i restanti componenti il sistema di arresto caduta.

 

Cordini e assorbitori di energia

Il cordino è un elemento di collegamento tra l’imbracatura per il corpo e un adatto punto di ancoraggio, sia fisso che scorrevole su guide rigide o flessibili.

Un cordino può essere costituito da una corda di fibra sintetica, da una fune metallica, da una cinghia o una catena.

Un assieme formato da cordino e da un assorbitore di energia  serve a limitare a 6 kN la forza che agisce su l’attacco di una imbracatura in un arresto di caduta.

La lunghezza massima di un cordino anticaduta, compreso l’assorbitore di energia, i terminali ed i connettori, non deve superare i 2 metri.

La estensione massima dell’elemento assorbitore di energia, sotto carico dinamico, deve essere inferiore a 1,75 metri, dovendo essere la distanza di arresto H < 2Lt + 1,75 m, a seconda della lunghezza totale Lt del cordino con l’assorbitore di energia (rif. EN 355:2002).

 

Connettori

Un connettore è un elemento di collegamento o un componente di un sistema. Un connettore può essere un moschettone, un gancio oppure una moschettoni tipologiepinza. I connettori non devono presentare bordi a spigolo vivo o ruvidi che potrebbero tagliare, consumare o danneggiare in altro modo le corde o le cinghie o causare lesioni all’utilizzatore. Per ridurre le probabilità di una apertura involontaria, i ganci e i moschettoni devono essere a chiusura automatica e a bloccaggio automatico o manuale. Essi si devono aprire solo con almeno due movimenti manuali consecutivi e intenzionali.

Sono di seguito elencate alcune raccomandazioni generali per usare in sicurezza i connettori:

  1. Deve essere verificato che tutti gli elementi di accoppiamento siano compatibili l’uno con l’altro, al fine di evitare rilasci non voluti o sovraccarichi degli elementi.
  2. Deve essere verificato al momento in cui il DPI viene indossato e di tanto in tanto durante l’uso che i dispositivi di chiusura sia primario che secondario siano in posizione di sicurezza.
  3. Deve essere evitato che gli elementi di attacco siano sottoposti a sollecitazioni di flessione in quanto possono essere progettati per non sopportare tale tipo di sollecitazione.
  4. Evitare di sollecitare il dispositivo di chiusura del connettore con carichi laterali.
  5. Evitare carichi non in asse con la spina.
  6. Evitare di utilizzare connettori con sedi piccole rispetto al diametro delle funi

 

Uso in sicurezza delle linee di ancoraggio

Sono qui di seguito riportate alcune raccomandazioni generali per usare i sistemi ed i dispositivi in sicurezza:

  1. Deve essere usata una imbracatura compatibile con le caratteristiche delle linee di ancoraggio.
  2. Devono essere utilizzate le linee di ancoraggio non superando il numero massimo di utilizzatori previsto dal fabbricante.
  3. Dopo un arresto di caduta, le linee di ancoraggio devono essere tolte dal servizio e revisionate secondo le istruzioni del fabbricante.
  4. Una linea di ancoraggio predisposta per l’aggancio di un sistema anticaduta non deve essere usata come sistema di posizionamento sul lavoro, a meno che non espressamente progettata per questo tipo d’uso.
  5. Quando risulta necessario passare da un sistema di ancoraggio ad un altro ed esiste un rischio di caduta, deve essere mantenuto l’aggancio contemporaneo ai due sistemi durante il trasferimento.
  6. Deve essere verificato che tutti i sistemi di aggancio siano chiusi in posizione di sicura.
  7. Deve essere verificato che gli assorbitori di energia non presentano segni di estensione: nel caso sostituirli.
  8. I sistemi di ancoraggio devono essere installati da persone competenti.
  9. In prossimità del luogo ove si ha l’accesso alla linea di ancoraggio permanente, devono essere installati dei cartelli riportanti le seguenti informazioni:
  • un avviso che il sistema deve essere usato solo come linea per aggancio per dispositivo arresto caduta
  • date di fuori servizio del sistema;
  • istruzioni di servizio (ispezioni e relative date);
  • numero massimo di utilizzatori simultanei permessa;
  • utilizzo obbligatorio di un assorbitore di energia;
  • numero di identificazione del sistema;
  • data di installazione e nome dell’installatore e del fabbricante;

Uso in sicurezza delle imbracature per il corpo, dei cordini e degli elementi di attacco

Nel caso di potenziale caduta devono essere usate solo imbracature per il corpo. Il componente di collegamento del sistema di arresto caduta deve essere connesso solamente all’attacco sternale (anteriore) o all’attacco dorsale (posteriore) della imbracatura per il corpo.

Le cinture di posizionamento non devono essere usate quando vi è la possibilità di qualsiasi tipo di caduta, cioè di caduta libera, di caduta libera limitata e di caduta contenuta.

 

Combinazioni di cordini e imbracature

Sono di seguito elencate alcune raccomandazioni generali per usare in sicurezza l’accoppiamento cordino/imbracatura:

  1. L’imbracatura deve essere indossata in modo da adattarsi alla corporatura del lavoratore mediante i suoi sistemi di regolazione. Accertarsi che le fibbie di regolazione e chiusura siano correttamente inserite.
  2. Il cordino deve essere agganciato all’imbracatura solo su attacchi predisposti dal fabbricante per sostenere l’arresto della caduta.
  3. Il cordino deve essere usato in maniera che nel caso di caduta, la distanza di caduta sia minima.
  4. Le caratteristiche del cordino utilizzato devono essere tali da assicurare uno spazio libero di caduta in sicurezza. In alcune situazioni può essere previsto l’utilizzo di un ulteriore cordino per la connessione contemporanea alla linea di ancoraggio mentre il cordino primario per oltrepassare un punto di ancoraggio intermedio.

 

Consigli sull’uso dei CONNETTORI: dpi di 3a categoria

Consigli sull’uso dei connettori

moschettoni tipologie

Un connettore è un elemento di collegamento o un componente di un sistema. Un connettore può essere un moschettone, un gancio oppure una pinza. I connettori non devono presentare bordi a spigolo vivo o ruvidi che potrebbero tagliare, consumare o danneggiare in altro modo le corde o le cinghie o causare lesioni all’utilizzatore. Per ridurre le probabilità di una apertura involontaria, i ganci e i moschettoni devono essere a chiusura automatica e a bloccaggio automatico o manuale. Essi si devono aprire solo con almeno due movimenti manuali consecutivi e intenzionali.

 

Sono di seguito elencate alcune raccomandazioni generali per usare in sicurezza i connettori:

  1. Deve essere verificato che tutti gli elementi di accoppiamento siano compatibili l’uno con l’altro, al fine di evitare rilasci non voluti o sovraccarichi degli elementi.
  2. Deve essere verificato al momento in cui il DPI viene indossato e di tanto in tanto durante l’uso che i dispositivi di chiusura sia primario che secondario siano in posizione di sicurezza.
  3. Deve essere evitato che gli elementi di attacco siano sottoposti a sollecitazioni di flessione in quanto possono essere progettati per non sopportare tale tipo di sollecitazione.
  4. Evitare di sollecitare il dispositivo di chiusura del connettore con carichi laterali.
  5. Evitare carichi non in asse con la spina.
  6. Evitare di utilizzare connettori con sedi piccole rispetto al diametro delle funi

Pompa per massetto. A cosa serve?

Pompa per massetto. A cosa serve? | Macchedil Online Store

Definizione e descrizione della Pompa per sottofondi.


La pompa per massetto o “pompa per sottofondi” è una macchina per lavori edili, precisamente per miscelare e trasportare, in posti anche elevati, il composto che costituisce il massetto.
Variano le dimensioni della macchina stessa e la forza con cui opera. Si immagini di dover portare una miscela di una certa densità all’ottavo piano di un condominio in costruzione. Se la Pompa non avesse abbastanza forza da spingere il composto allora non si riuscirebbe mai a finire il lavoro.

E’ costituita da un telaio sul quale si trova la camera di miscelazione, un contenitore in cui si immetono i prodotti che dovranno poi essere miscelati e la tramoggia di miscelazione e pompaggio dove il composto viene scaricato e mescolato. L’altro elemento importante è la pompa stessa che poi andrà a pompare il composto attraverso una tubazione in gomma verso la superficie dove sarà gettata.

Di solito la Pompa per sottofondi è dotata di due ruote, altri elementi d’appoggio per garantirne la stabilità, un gancio per il rimorchio e il trasporto. Questa pompa può avere un funzionamento continuo o discontinuo.

Altri Parametri da considerare

Trattandosi di una macchina specifica esistono alcuni parametri che lo caratterizzano tecnicamente.
Le caratteristiche fondamentali da considerare sono:
– La potenza e le caratteristiche del motore elettrico
– La capacità del compressore e la portata dell’aria
– Le caratteristiche della pompa dell’acqua
– La potenza del motore di mescolamento
– La quantità di composto che la macchina riesce a miscelare e trasportare nell’arco di un ora
– La presenza di un gruppo elettrogeno che supporti un lavoro continuo
– Il peso della macchina e la potenza della macchina.

[templatera id=”1588″]

Come è disciplinata la DIA?

La denuncia d’inizio dell’attività è un istituto introdotto in via generale nel nostro ordinamento dall’art. 19 della legge n. 241/1990, come sostituito dall’art. 2, comma 10, della legge n. 537/1993.

In modo specifico tale istituto per alcuni interventi edilizi minori è stato introdotto dall’art. 4, commi 7-18, della legge n. 493/1993, come sostituito dall’art. 2, comma 60, della legge n. 662/1996.

Occorre ora fare riferimento alla disciplina di cui all’art. 22 del T.U. per l’edilizia come sostituito dal D.Lgs. 27 dicembre 2002, n. 301, che amplia gli interventi soggetti a DIA.

In ordine alla denuncia di inizio attività si richiama quanto specificato al paragrafo 5.1.2 del capitolo 5.

Pregiudizialmente si premette che alla DIA va applicata, in assenza di specifiche previsioni, la medesima disciplina che regola l’edificazione subordinata a permesso di costruire.

La denuncia d’inizio attività va presentata dagli aventi titolo analogamente per quanto stabilito in relazione alla domanda del permesso di costruire ed al riguardo si richiamano le indicazioni di cui al paragrafo 7.1.

Al momento della presentazione, l’ufficio ricevente deve apporre sulla domanda e copia la data ed il nominativo del responsabile del procedimento.

La domanda va corredata da una dettagliata relazione a firma di un progettista abilitato che asseveri la conformità delle opere agli strumenti urbanistici approvati e non in contrasto con quelli adottati, al regolamento edilizio vigente e con le norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie, nonché dai necessari elaborati progettuali.

La copia della denuncia, munita della data di ricevimento, costituisce titolo abilitante ad effettuare gli interventi indicati.

La denuncia in questione va presentata 30 giorni prima dell’effettivo inizio dei lavori, per cui il privato non può procedere all’esecuzione dell’opera immediatamente, ma deve attendere il decorso di tale termine.

Qualora l’immobile oggetto dell’intervento sia sottoposto ad un vincolo la cui tutela compete, anche in via di delega, al Comune, il termine di 30 giorni decorre dal rilascio del relativo atto di assenso: ove tale atto non sia favorevole, la denuncia è priva di effetti (art. 23, comma 3, T.U. per l’edilizia).

Nel caso in cui l’immobile oggetto dell’intervento sia sottoposto ad un vincolo la cui tutela non compete al Comune, ove il parere favorevole dell’organo preposto alla tutela non sia allegato alla denuncia, il competente ufficio comunale convoca una conferenza di servizi ai sensi degli artt. 14, 14-bis, 14-ter, 14-quater della legge n. 241/1990: in tale ipotesi il termine di 30 giorni decorre dall’esito della conferenza; in caso di esito non favorevole la denuncia è priva di effetti.

In caso d’irregolarità o incompletezza della domanda, l’organo comunale preposto è tenuto a darne comunicazione al richiedente entro 10 giorni, ai sensi degli artt. 3 e 5 del D.P.R. n. 300/1992 (regolamento d’attuazione dell’art. 19 della legge n. 241/1990). Ciò implica che il termine di 30 giorni ricomincia a decorrere dalla data di ricevimento della denuncia completa in tutti i suoi elementi. La medesima interruzione vale anche per l’eventuale richiesta d’elementi integrativi o di giudizio che non siano nella disponibilità del Comune e che lo stesso non può acquisire autonomamente.

La presentazione della denuncia impone all’organo preposto l’avvio di un procedimento amministrativo, da concludersi nel termine di 30 giorni dalla data di presentazione, avente per oggetto la verifica dei lavori progettuali che s’intendono effettuare ai presupposti e requisiti prescritti: è da sottolineare che si tratta di adempimento doveroso non rimesso alla discrezionalità di questo, con le eventuali conseguenze, in caso d’omissione, di carattere amministrativo e penale.

Qualora venga riscontrata l’assenza di una o più delle condizioni stabilite, il dirigente o il responsabile incaricato deve notificare all’interessato il provvedimento a non effettuare le previste trasformazioni indicando le ragioni poste alla base del divieto.

Nei casi, poi, di false attestazioni del professionista che ha redatto la relazione, l’organo sopraindicato è tenuto a darne contestuale notizia all’autorità giudiziaria ed al consiglio dell’ordine d’appartenenza.

In relazione al diniego, gli aventi titolo possono presentare una nuova denuncia d’inizio attività qualora, attraverso le modifiche progettuali, sia possibile soddisfare le condizioni stabilite.

In caso di riscontro positivo, l’organo preposto è tenuto ad emanare un atto d’accertamento della sussistenza dei presupposti e dei requisiti prescritti, consentendo al privato di procedere alle trasformazioni: sottolineiamo che tale atto è privo del valore provvedimentale, ma è necessario non solo per definire il procedimento istruttorio di cui trattasi ma anche per una situazione di certezza giuridica nel rapporto tra privato interessato e pubblica Amministrazione.

La disposizione in esame distingue due ipotesi fondamentali:
• interventi realizzabili mediante DIA;
• interventi che possono essere realizzati mediante DIA in alternativa al permesso di costruire.

I primi sono:
a) gli interventi non soggetti al permesso di costruire purché conformi alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente;
b) le varianti al permesso di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano la destinazione d’uso e la categoria edilizia, non alterano la sagoma dell’edificio e non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire; in tale ipotesi le denunce di inizio attività costituiscono parte integrante del procedimento relativo al permesso di costruzione e possono essere presentate prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori.

Per tali interventi l’interessato ha facoltà di chiedere il rilascio del permesso di costruzione: in questa ipotesi non è dovuto il pagamento del contributo di costruzione e l’eventuale violazione della disciplina urbanistico-edilizia comporta l’applicazione delle sole sanzioni di natura pecuniaria con esclusione di quelle penali.

I secondi sono:
a) gli interventi di ristrutturazione di cui all’art. 10 del T.U. per l’edilizia;
b) gli interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica qualora disciplinati dagli strumenti urbanistici attuativi, ivi compresi gli accordi negoziali aventi valore di piano attuativo, che contengano precise disposizioni plano-volumetriche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata dal competente organo comunale in sede di approvazione degli stessi piani o di ricognizione di quelli vigenti, rilevando che per i piani attuativi approvati prima dell’entrata in vigore della legge n. 443/2001 il relativo atto di ricognizione deve avvenire entro 30 giorni dalla richiesta degli interessati e, in mancanza, si prescinde dall’atto di ricognizione, purché il progetto di costruzione venga accompagnato da apposita relazione tecnica in cui venga asseverata l’esistenza di piani attuativi con le caratteristiche sopra indicate;
c) gli interventi di nuova costruzione qualora siano di diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche.

Si evidenzia che la realizzazione degli interventi effettuati con DIA è subordinata, qualora riguardino immobili sottoposti a tutela storico-artistica o paesaggistico-ambientale, al preventivo rilascio del parere o dell’autorizzazione prescritti.

[templatera id=”1588″]

Cos’è il DURC ?

Il DURC è il certificato che, sulla base di un’unica richiesta, attesta contestualmente la regolarità di un’impresa per quanto concerne gli adempimenti INPS, INAIL e Cassa Edile verificati sulla base della rispettiva normativa di riferimento.

Le modalità di rilascio del DURC nel settore edile sono disciplinate dalla Circolare INAIL n: 38/2005,dalla Circolare INPS n: 92/2005 e dalla Comunicazione della Commissione Nazionale Paritetica delle Casse Edili n:272/2005.

Il richiedente principale del DURC è l’impresa, anche attraverso i consulenti del lavoro e le associazioni di categoria provvisti di delega.

Sono soggetti richiedenti anche le pubbliche amministrazioni appaltanti, gli enti privati a rilevanza pubblica appaltanti e le SOA (Società Organismi di Attestazione).

Il DURC viene richiesto per via telematica tramite lo Sportello Unico Previdenziale (modalità principale) compilando le schermate che appaiono a video.

La richiesta per via telematica può essere effettuata accedendo alternativamente a www.sportellounicoprevidenziale.it (aziende, intermediari, stazioni appaltanti ed enti a rilevanza pubblica appaltanti) oppure a www.inail.it (aziende ed intermediari) o a www.inps.it (aziende ed intermediari) o alla cassa edile locale per Milano www.cassaedilemilano.it.

I moduli cartacei, reperibili presso le strutture territoriali di Casse Edili, INPS o INAIL, nonché scaricabili dal presente Sportello Unico ovvero dai siti INTERNET di INPS ed INAIL, devono essere debitamente compilati secondo le istruzioni riportate sugli stessi.

Al momento della partecipazione alla gara e fino all’aggiudicazione, l’impresa può dichiarare l’assolvimento degli obblighi contributivi.

La certificazione di regolarità contributiva deve essere richiesta:

Per gli appalti/subappalti di lavori pubblici in edilizia:
• per la verifica della dichiarazione
• per l’aggiudicazione dell’appalto(ove pretesa)
• prima la stipula del contratto
• per il pagamento degli stati di avanzamento lavori
• per il collaudo ed il pagamento del saldo finale

Per lavori privati in edilizia:
• prima dell’inizio dei lavori oggetto di concessione edilizia o di DIA (denuncia inizio attività)

Per Attestazione SOA, iscrizione all’Albo Fornitori, agevolazioni – finanziamenti – sovvenzioni:
• prima dell’inoltro della relativa istanza

Per gli appalti di forniture:
• per la verifica della dichiarazione
• per l’aggiudicazione dell’appalto(ove pretesa)
• per la stipula del contratto (ove previsto)
• per l’emissione dell’ordinativo
• per il pagamento finale

Per gli appalti di servizi:
• per la verifica della dichiarazione
• per l’aggiudicazione dell’appalto(ove pretesa)
• per la stipula del contratto
• all’atto della regolare esecuzione
• alla liquidazione di ogni fattura (nel solo caso dei servizi di pulizia).

Per la gestione di servizi ed attività pubbliche in convenzione o concessione:
• per la stipula della relativa convenzione o per il rilascio della relativa concessione.

Il DURC viene rilasciato dalla Cassa Edile competente per territorio in caso di richiesta per lavori edili, mentre negli altri casi viene rilasciato dalla Sede INPS o INAIL competente per territorio a seconda dell’Ente al quale è stata presentata la richiesta.

Il DURC viene trasmesso al richiedente (e comunque in copia alla ditta se il richiedente è diverso da questa), utilizzando il canale postale con raccomandata A/R, all’indirizzo indicato dalla stessa in fase di richiesta.
Può essere richiesta presso qualsiasi struttura territoriale di Cassa Edile, INPS o INAIL una “Ristampa” del DURC.

Il DURC viene rilasciato entro 30 giorni dalla data di completa acquisizione della richiesta da parte del sistema informatico.

Gli Enti si riservano la facoltà di richiedere all’impresa documentazione ad integrazione dei dati già forniti, qualora sia ritenuta necessaria al fine dell’accertamento della regolarità contributiva, assegnando un termine di dieci giorni per la presentazione di quanto richiesto. Tale richiesta, utile ai fini istruttori, sospende il termine di rilascio del DURC.

Qualora l’impresa non presenti la suddetta documentazione entro il termine assegnato, l’Ente che l’ha richiesta si pronuncerà sulla base delle informazioni in suo possesso.

Privacy Settings
We use cookies to enhance your experience while using our website. If you are using our Services via a browser you can restrict, block or remove cookies through your web browser settings. We also use content and scripts from third parties that may use tracking technologies. You can selectively provide your consent below to allow such third party embeds. For complete information about the cookies we use, data we collect and how we process them, please check our Privacy Policy
Youtube
Consent to display content from Youtube
Vimeo
Consent to display content from Vimeo
Google Maps
Consent to display content from Google
Condivisione Carrello
Il tuo carrello verrà salvato e potrai utilizzare il link per condividerlo con chiunque.
Back Condivisione Carrello
Your Shopping Cart will be saved with Product pictures and information, and Cart Totals. Then send it to yourself, or a friend, with a link to retrieve it at any time.
Your cart email sent successfully :)

Carrello
Il carrello è vuoto!
Totale Parziale
0,00
Continua gli acquisti
0