Compiti del coordinatore della sicurezza.

Quali sono i compiti del coordinatore della sicurezza e della salute durante la realizzazione di un’opera?

I compiti del coordinatore della sicurezza sono:

– verificare, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l’applicazione, da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento, e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro;

– verificare l’idoneità del piano operativo di sicurezza, da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento, assicurandone la coerenza con quest’ultimo, e adeguare il piano di sicurezza e coordinamento e il fascicolo, in relazione all’evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, valutando le proposte delle imprese esecutrici dirette a migliorare la sicurezza in cantiere, nonché verificare che le imprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi piani operativi di sicurezza;

– organizzare tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione ed il coordinamento delle attività nonché la loro reciproca informazione;

– verificare l’attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di realizzare il coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza finalizzato al miglioramento della sicurezza in cantiere;

– segnalare al committente o al responsabile dei lavori, previa contestazione scritta alle imprese e ai lavoratori autonomi interessati, le inosservanze alle prescrizioni del piano di coordinamento; proporre la sospensione dei lavori, l’allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere, o la risoluzione del contratto.

– Nel caso in cui il committente o il responsabile dei lavori non adotti alcun provvedimento in merito alla segnalazione, senza fornirne idonea motivazione, il coordinatore per l’esecuzione provvede a dare comunicazione dell’inadempienza alla Azienda unità sanitaria locale territorialmente competente e alla Direzione provinciale del lavoro;

– sospendere in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato, le singole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate.

Cantiere temporaneo o mobile cos’è?

Cosa si intende quando si parla di cantiere temporaneo o mobile?

Cantiere temporaneo o mobile: Qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili e di ingegneria civili essi sono: i lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione o equipaggiamento, la trasformazione, il rinnovamento o lo smantellamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali, comprese le linee elettriche, le parti strutturali degli impianti elettrici, le opere stradali, ferroviarie, idrauliche, marittime, idroelettriche e, solo per la parte che comporta lavori edili o di ingegneria civile, le opere di bonifica, di sistemazione forestale e di sterro.

Sono, inoltre, lavori di costruzione edile o di ingegneria civile gli scavi, ed il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati utilizzati per la realizzazione di lavori edili o di ingegneria civile.

Pompa per massetto: a che serve?

Pompa per sottofondi: definizione.

La pompa per massetto o “pompa per sottofondi” è una macchina per lavori edili, precisamente per miscelare e trasportare, in posti anche elevati, il composto che costituisce il massetto.
Variano le dimensioni della macchina stessa e la forza con cui opera. Si immagini di dover portare una miscela di una certa densità all’ottavo piano di un condominio in costruzione. Se la Pompa non avesse abbastanza forza da spingere il composto allora non si riuscirebbe mai a finire il lavoro.

E’ costituita da un telaio sul quale si trova la camera di miscelazione, un contenitore in cui si immetono i prodotti che dovranno poi essere miscelati e la tramoggia di miscelazione e pompaggio dove il composto viene scaricato e mescolato. L’altro elemento importante è la pompa stessa che poi andrà a pompare il composto attraverso una tubazione in gomma verso la superficie dove sarà gettata.

Di solito la Pompa per sottofondi è dotata di due ruote, altri elementi d’appoggio per garantirne la stabilità, un gancio per il rimorchio e il trasporto. Questa pompa può avere un funzionamento continuo o discontinuo.

Altri Parametridella pompa per sottofondi

Trattandosi di una macchina specifica esistono alcuni parametri che lo caratterizzano tecnicamente.
Le caratteristiche fondamentali sono:
– La potenza e le caratteristiche del motore elettrico
– La capacità del compressore e la portata dell’aria
– Le caratteristiche della pompa dell’acqua
– La potenza del motore di mescolamento
– La quantità di composto che la macchina riesce a miscelare e trasportare nell’arco di un ora
– La presenza di un gruppo elettrogeno che supporti un lavoro continuo
– Il peso della macchina e la potenza della macchina.

Sollevare un carico unitario con forche

carico unitario su forche macchedil

IMBRACATURA E SOLLEVAMENTO DEI CARICHI

Accessori di sollevamento

(Da Linee Guida INAIL (EX ISPESL) – “Movimentazione dei materiali” )

Sono cosi definiti “accessori di sollevamento”: componenti o attrezzature non collegate alle macchine e disposte tra la macchina e il carico oppure sul carico per consentire la presa.

Gli accessori di sollevamento, all’atto della immissione sul mercato, devono recare i seguenti dati:

– identificazione del fabbricante;

– identificazione del materiale

– identificazione del carico massimo di utilizzazione;

– marcatura CE

Sugli accessori ove non è materialmente possibile la marcatura ( funi, cordami, ecc.. ), i dati devono essere apposti su una targa solidamente fissata sull’accessorio. Ogni accessorio deve essere accompagnato da istruzioni per l’uso che forniscano almeno le seguenti indicazioni:

– le condizioni normali di esercizio;

– le prescrizioni per l’uso, il montaggio e la manutenzione;

– i limiti di utilizzazione

 

Forche di sollevamento

(Da Linee Guida INAIL (EX ISPESL) – “Uso delle forche”)

Per forca di sollevamento si intende l’attrezzatura costituita da due o più bracci fissati ad un montante con un braccio superiore, essenzialmente per sollevare carichi su pallet o simili.

La forca deve essere dotata di Dispositivo di ritenuta ( catene, cinghie, fasce, ecc ) atta ad impedire lo scivolamento del carico dalla forca.

I carichi si suddividono in:

  • carico unitario: carico su pallet di legno riutilizzabile, avvolto in plastica ( involucro termoretraibile) e reggiato con regge incrociate;
  • carico non unitario: carico pallettizzato difforme per almeno un elemento (pallet, involucro, regge) rispetto al carico unitario come definito sopra

I pallet possono essere di due tipi:

  • pallet di legno personalizzato riutilizzabile: pallet appositamente costruito dal produttore che può essere riutilizzato purché non si superi il suo carico nominale originario;
  • pallet a perdere: o pallet non riutilizzabile o monouso, destinato ad essere scartato dopo un solo ciclo di utilizzo; questo pallet non può essere utilizzato per la movimentazione in quota dei carichi;

Il sollevamento di carichi unitari, potrà avvenire semplicemente assicurando il carico alla forca con il dispositivo di ritenuta;  il sollevamento di carichi non unitari invece, potrà avvenire solo se vengono usati sistemi e attrezzature che impediscano in qualunque condizione la caduta del carico o di singoli elementi o componenti che lo costituiscono ( ceste, gabbie, cassoni, reti, ecc.. )

SOLLEVAMENTO DI UN CARICO UNITARIO:
Per carico unitario si intende un carico inforcabile costituito da reggia tura incrociata, involucro termoretraibile e posto si pallet riutilizzabile.

1.       Inforcare il carico utilizzando una forca conforme norma UNI EN 13155:2007
2.       Bloccare in posizione il carico utilizzando il dispositivo di ritenuta della forca (fascia o catena).
3.       Verificare la stabilità del carico (sollevandolo a un metro da terra).
4.       Raggiungere la quota di posa del carico.
5.       Sollevare il carico con prudenza e gradualità evitando la movimentazione sopra ad aree di cantiere ove siano presenti lavoratori.

CARICO UNITARIO 1

CARICO UNITARIO 2

SOLLEVAMENTO DI UN CARICO NON UNITARIO:
Per carico non unitario si intende un bancale non adeguamento reggiato e rivestito, aperto, come ad esempio un pallet di mattoni svuotato in parte, tegole non contenute o imbracate ecc.

1.       Verificare che i singoli elementi posizionati sul pallet riutilizzabile non siano danneggiati in modo irreversibile.
2.       Proteggere il carico utilizzando un dispositivo di presa secondario (gabbia o carrello sollevabile, cesta per mattoni, rete o involucro …)
3.       Inforcare il carico utilizzando una forca conforme norma UNI EN 13155:2007
4.       Bloccare in posizione il carico utilizzando il dispositivo di ritenuta della forca (fascia  o catena).
5.       Verificare la stabilità del carico (sollevandolo a un metro da terra).

Regolamentazione del primo soccorso aziendale

 

Ecco un breve riassunto della normativa in materia di attrezzature per primo soccorso in azienda:

Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale, in attuazione dell’articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni.

Art. 1 Classificazione delle aziendevaligia primo soccorso all.1-contenuto
1. Le aziende ovvero le unità produttive sono classificate, tenuto conto della tipologia di attività svolta, del numero dei lavoratori occupati e dei fattori di rischio in tre gruppi:

A

I) Aziende o unità produttive con attività industriale…, centrali termoelettriche…, aziende estrattive ecc.
II) Aziende o unità produttive con oltre 5 lavoratori… riconducibili ai gruppi tariffari INAIL…
III) Aziende o unità produttive con oltre 5 lavoratori… del comparto dell’agricoltura
B Aziende o unità produttive con tre o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A
C Aziende o unità produttive con meno di 3 lavoratori che non rientrano nel gruppo A

Art. 2 Organizzazione di pronto soccorso
1.Nelle aziende o unità produttive di gruppo A e di gruppo B il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature:
a) cassetta di pronto soccorso, tenuta presso ciascun luogo di lavoro,… contenente la dotazione minima indicata nell’allegato 1, che fa parte del presente Decreto,… e della quale sia costantemente assicurata la completezza ed il corretto stato d’uso dei presidi ivi contenuti.
2. Nelle aziende o unità produttive di gruppo C il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature:
a) pacchetto di medicazione, tenuto presso ciascun luogo di lavoro,… contenente la dotazione minima indicata nell’allegato 2, che fa parte del presente Decreto,… della quale sia costantemente assicurata la completezza ed il corretto stato d’uso dei presidi ivi contenuti.
5. Nelle aziende o unità produttive che hanno lavoratori che prestano la propria attività in luoghi isolati, diversi dalla sede aziendale o unità produttiva , il datore di lavoro è tenuto a fornire loro il pacchetto di medicazione di cui all’allegato 2…

SANZIONI art. 89 comma 2 lettera a) Dlgs 19.09.94 n. 626
Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da lire tre milioni a lire otto milioni per la violazione degli articoli… n. 15 comma 1 (provvedimenti necessari in materia di pronto soccorso ed emergenza nell’azienda ovvero nell’unità produttiva).

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